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ITA ENG Mi è stato cortesemente chiesto di rientrare nel gruppo WhatsApp della Chiesa Valdese di Verona (Italia), in quanto la mia condizione di “genderfluid” non è affatto incompatibile con la frequentazione del gruppo e della chiesa, pur essendo tutti consapevoli che io sono un ebreo umanista, apprezzo la Chiesa valdese, ed ho appoggiato mia moglie quando ha voluto essere confermata in essa, ma nel futuro prevedibile non intendo farne parte. I have been kindly asked to rejoin the WhatsApp group of the Waldensian Church in Verona (Italy), as my “genderfluid” condition is by no means incompatible with group membership and church attending, even though everybody is fully aware that I am a Humanistic Jew, I appreciate the Waldensian Church very much, I supported my wife when she wanted to be confirmed into it, but I am not joining it for the foreseeable future. Mi è stato chiesto inoltre di rendere testimonianza della mia condizione, in italiano ed in inglese, da…
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Noè e Giona, arche e navi, midrashim e Gimbutas

Mi è arrivato il libro “Il linguaggio della Dea / Marija Gimbutas”, che dedica le pagine 246-249 a “La nave del rinnovamento”.
Nel mio commento archetipico a Giona avevo escluso rapporti tra questa figura e Dioniso. Devo ricredermi, ed il tramite mi pare proprio Noè.
Cominciamo a dimostrare che Gimbutas è pertinente al nostro discorso, e la prova ce la dà Rashi di Troyes (rav Shlomo Yitzchaqi, 1040-1105), il principe dei commentatori ebrei, che di Genesi 6:14:
“Fatti un'arca di legno di gofer [cipresso?]; falla a stanze, e spalmala di pece di dentro e di fuori.”
diede questo commento:
“Molti mezzi di sollievo e soccorso sono a Sua disposizione, e perché mai gli ordinò questa costruzione? Perché lo scorgesse la Generazione del Diluvio, occupato in questo per centovent’anni e gli chiedesse: ‘A che pro lo fai?’, e lui avrebbe risposto: ‘Dio Benedetto porterà un diluvio nel mondo’, e forse si sarebbero pentiti”.
E se si fossero pentiti, questo è il ragionamento di Rashi e degli…

Benedetto … Che rende diverse le creature

Le benedizioni sono un complesso capitolo della liturgia ebraica, e qui mi occupo sinteticamente di questa:
“Benedetto sii Tu, SIGNORE Dio nostro, Re dell’Universo, che rende diverse le creature”.
L’occasione per pronunciarla è quando si incontra per la prima volta un essere di aspetto stupefacente; tra costoro vengono annoverati le scimmie, gli elefanti, e le persone con disabilità congenita e visibile.
Molti ebrei con disabilità si risentono quando viene pronunciata questa benedizione, perché, anche se si astiene dal giudizio, finisce comunque con l’etichettarli; altri ebrei invece l’hanno rivendicata con orgoglio, ritenendo esclusivamente divina la capacità di fare tante persone diverse a partire da un’unica coppia di progenitori.
Nel “Sefer Ha-Aggadah = Il Libro delle Leggende. Leggende dal Talmud e dal Midrash”, pubblicato nel 1911 dal poeta Chayim Nachman Bialik (1873-1934) e dall’editore Yehoshua Chana Ravnitzky (1859-1944), si trova un delizioso commento a Genesi 12:2-3:

Etica sessuale

Un amico mi ha detto che alcune differenze di opinioni che abbiamo sulle questioni di sessualità e genere potrebbero essere dovute alle nostre diverse esperienze di vita.
Io gli ho risposto che mi esprimo meglio per iscritto che a voce, soprattutto in queste cose, e perciò avrebbe letto l'esposizione delle mie idee – questa - sul blog.
Io vorrei partire da due principi etici che ritengo fondamentali.
Il primo è noto come “La regola aurea”, nota in molte culture del mondo, e di cui la versione ebraica attribuita a rav Hillel il Vecchio (vissuto un secolo prima di Gesù) e riportata nel Talmud (bShabbat 31a) recita così:
“Quello che ti è sgradito al tuo prossimo non lo fare. Questa è tutta la Torah, il resto è commento. Va’ e studia”.
La prima frase sembra ovvia: non devi nuocere al tuo prossimo. Conseguenza un po’ meno ovvia è che non devi vietare quello che non fa male a nessuno, perché limiteresti la libertà del tuo prossimo senza motivo, nuocendogli.
La frase “Va’ e studia…

Dioniso e gravidanza in FtM

Non c'è rosa senza spine, non c'era governo senza Andreotti, non c'è trans senza TERF.
Una di loro ha sostenuto che se un uomo trans FtM approfitta del non aver subìto la riassegnazione chirurgica genitale per portare in grembo e partorire il figlio biologico del* propri* parner (che può essere un uomo cis oppure una donna trans MtF che non ha subìto nemmeno lei la riassegnazione chirurgica genitale), questa compie un'operazione di stampo patriarcale come quella rappresentata dal mito della nascita di Dioniso.
Non sono in grado di rintracciare le fonti originali citate - mi accontento di quello che dice l'enciclopedia Treccani online, che dice di lui:
"Dioniso (gr. Διόνυσος) Una delle grandi divinità dell’Olimpo greco. Nacque da Zeus e da Semele, figlia di Cadmo. Si narrava che questa, per volontà sua o per fraudolento consiglio di Era, avesse chiesto a Zeus di apparirle in tutto il suo splendore, ma rimase incenerita dalla visione del fulmine di Zeus. D.,…

Appunti per una recensione di Disability in Jewish Law / Tzevi C. Marx

Questi sono appunti per un articolo che alla fine non dovrà avere più di 3 mila battute - non c'è niente di sbagliato nel condividerli, ma i lettori non si aspettino un discorso organico.
Sto leggendo il libro "Disability in Jewish Law / Tzevi C. Marx", in edizione Kindle. L'autore avverte che nell'ebraismo ci sono due tendenze nei confronti della disabilità: da una parte la persona con disabilità è considerata un essere umano da rispettare, dall'altra, essendo questi meno capace di compiere i precetti religiosi ebraici, riceve non solo esenzioni (ovvero, non è obbligato a compierne alcuni) ma anche squalificazioni (ovvero, non gli è permesso compierli).
Cominciando con ciò che è positivo, il punto di partenza si trova nell'Esodo dall'Egitto, che ogni ebreo è tenuto a rivivere durante la cena pasquale. Il rabbino Tanhuma figlio di Abba (4° secolo EV) osservò che la dura schiavitù patita dagli ebrei in Egitto doveva averne reso disabile la stragrand…